Lacrimazione, prurito, senso di corpo estraneo

Lacrimazione, Prurito, Senso Di Corpo Estraneo, Bruciore.

Quanto segue è una descrizione puramente informativa ed in nessun modo deve essere considerata uno strumento per l’autodiagnosi. Il linguaggio utilizzato è volutamente il meno tecnico possibile per facilitare la comprensione.

Alcune considerazioni su diagnosi e terapia derivano dall’opinione personale dell’autore.

In presenza dei sintomi descritti è consigliabile sottoporsi a consulto oculistico.

 

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Sintomi aspecifici quali lacrimazione, prurito, senso di corpo estraneo, bruciore, possono essere determinati da un certo numero di condizioni cliniche. Tra le più frequenti ricordiamo la sindrome da occhio secco (o sindrome da disconforto oculare) e le congiuntiviti.

La sindrome da occhio secco è tra le condizioni patologiche più frequenti in oftalmologia ed è dovuta ad una disfunzione nella produzione del film lacrimale, vale a dire del sottile velo di lacrime che dovrebbe costantemente ed uniformemente bagnare la superficie dell’occhio.

Ricordiamo che la superficie dell’occhio è la parte esposta ed è formata dalla cornea, un tessuto trasparente che lascia intravedere il colore dell’iride sottostante (castano, azzurro, verde) e dalla congiuntiva, anch’essa trasparente (benché altamente vascolarizzata), che ricopre la parte bianca del bulbo oculare, definita sclera. La congiuntiva tappezza la sclera indietro fino ad un certo punto, per poi ripiegarsi e tappezzare la superficie interna (normalmente non visibile) delle palpebre. Abbassando la palpebra inferiore od alzando quella superiore si esporrà il recesso congiuntivale e la congiuntiva che ricopre la parte interna delle palpebre sarà visibile.

A secernere le lacrime provvedono apposite ghiandole, le ghiandole lacrimali. Le ghiandole lacrimali producono i tre ingredienti della lacrima normale: grasso, acqua e muco.  nelle lacrime la proporzione tra grasso, acqua e muco deve essere sempre uguale.

Dunque perché il film lacrimale sia sano, occorre:

1-     Che la quantità totale prodotta sia adeguata

2-     Che la proporzione tra grasso, acqua e muco non cambi.

Se la produzione di lacrime non è più efficiente sia perché la quantità totale è ridotta, sia perché lo è un ingrediente rispetto agli altri, ecco che può insorgere una sindrome da disconforto oculare.

I sintomi della sindrome da disconforto oculare sono variabili, ma possono essere riassunti così:

-         Senso di occhio secco, “asciutto”, con frequente sensazione di sabbia.

-         Lacrimazione. Questo apparente paradosso è facile a spiegarsi: se l’occhio è secco, la superficie oculare tende a screpolarsi da cui deriva la sensazione di sabbia o corpo estraneo. Tale irritazione stimola le ghiandole lacrimali a produrre un quantitativo di lacrime maggiore del normale.

-         L’irritazione della superficie oculare tende ad infiammare la congiuntiva: da qui il moderato arrossamento degli occhi.

-         La ridotta produzione della componente acquosa, associata all’irritazione della superficie oculare, favorisce la produzione del muco. Il muco, spalmandosi o formando grumi sulla cornea, può essere responsabile dei transitori offuscamenti di vista. Tali offuscamenti tendono a sparire con l’ammiccamento, cioè aprendo e chiudendo ripetutamente le palpebre.

-         Le lacrime devono essere distribuite uniformemente sulla superficie dell’occhio ed in particolar modo sulla cornea, come l’acqua in un acquitrino. Una loro ridotta quantità farà sì che il livello dell’acqua, già basso, diminuisca in fretta per via dell’evaporazione quando l’occhio è aperto, favorendo la comparsa di aree asciutte. Nel tentativo di ridistribuire le lacrime su tutta la superficie della cornea, si ha spesso l’aumento della frequenza di ammiccamento: in altre parole il paziente tenderà a “sbattere” le palpebre con frequenza.

Il trattamento della sindrome da disconforto oculare è tutt’altro che semplice: se l’arma terapeutica più diffusa è la prescrizione di colliri che “mimano le lacrime”, e sono pertanto noti anche come “lacrime artificiali”, non bisogna ignorare altre condizioni cliniche passibili di cura, come l’irritazione dei margini palpebrali (blefarite). A seconda poi della compromissione elettiva delle tre componenti delle lacrime, la terapia dovrà essere orientata in modo da ripristinare l’ingrediente deficitario in maniera da ristabilire il giusto equilibrio.

Non bisogna dimenticare poi le complicanza dell’occhio secco, in particolare le piccolissime erosioni della superficie corneale che contribuiscono ad alimentare il fastidio ed infettandosi,  possono a loro volta determinare altre patologie.

In caso di cattiva chiusura delle palpebre, come può avvenire per paresi del nervo faciale od in condizioni fisiologiche durante il sonno, è necessario proteggere la superficie esposta all’aria, per evitare la comparsa di pericolose complicanze.

Se la lacrimazione interessa un solo occhio, può essere dovuta ad un restringimento del canalino di quell’occhio che drena le lacrime nel naso. In questo caso una manovra di dilatazione del canalino lacrimale con un apposito strumento e successiva instillazione di acqua con una piccola sonda può migliorare la sintomatologia. Nel caso invece in cui si sospettasse un’ostruzione del condotto, è necessario procedere ad una radiografia del sistema di drenaggio delle lacrime previa instillazione di un mezzo di contrasto nel canalino. In seguito un intervento chirurgico (anche per via endoscopica) può risolvere il problema.

Congiuntivite

La congiuntivite è l’infiammazione della congiuntiva. Quando un tessuto si infiamma i vasi sanguigni che lo nutrono si dilatano, determinando il caratteristico arrossamento. Tende inoltre ad aumentare la produzione di muco, per cui l’occhio, oltre a dolere ed a lacrimare, si sporca ed al risveglio spesso si ha difficoltà ad aprirlo. A seconda della causa i sintomi possono esssere differenti: il prurito ad esempio è preponderante nelle forme allergiche, la secrezione in quelle batteriche mentre la frequente associazione con ghiandole palpabili ai lati del collo (linfadenopatia laterocervicale) o davanti alle orecchie (linfadenopatia preauricolare), specie se accompagnata mal di gola, è tipica delle forme virali. In questo caso i famigliari devono fare particolarmente attenzione perché si tratta di forme estremamente contagiose.

Le congiuntiviti non sono mai da sottovalutare in quanto in certi casi il processo infiammatorio può estendersi alla cornea, con rischio di compromissione visiva.

Inoltre un occhio rosso e dolente, specie se con calo della vista, può essere dovuto ad altre e più gravi condizioni cliniche, come un’infiammazione degli strati più profondi (uveite) od addirittura un attacco di glaucoma acuto: si tratta di condizioni che richiedono trattamenti più aggressivi ed eventualmente l’ospedalizzazione.

Infine non è escluso che sintomi aspecifici, che possono mimare una sindrome da occhio secco, dipendano da una congiuntivite cronica, misconosciuta perché blanda. In questi casi il quadro potrebbe risolversi con un’appropriata terapia antibiotica, purché la diagnosi venga posta correttamente.

 

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