Neurite ottica

Neurite Ottica

 

Quanto segue è una descrizione puramente informativa ed in nessun modo deve essere considerata uno strumento per l’autodiagnosi. Il linguaggio utilizzato è volutamente il meno tecnico possibile per facilitare la comprensione.

Alcune considerazioni su diagnosi e terapia derivano dall’opinione personale dell’autore.

In presenza dei sintomi descritti è consigliabile sottoporsi a consulto oculistico

 

LE VISITE OCULISTICHE SONO  EROGATE  IL MARTEDI POMERIGGIO IN P.ZA STATUTO 5, PRIMO PIANO A TORINO.

LE ALTRE PRESTAZIONI (VALUTAZIONE ORTOTTICA, SCHEMA DI HESS, CAMPO VISIVO AUTOMATICO, PROTOCOLLI VISIVI DSA) SONO DA CONCORDARE CON LA SEGRETERIA IN BASE ALLE DISPONIBILITA' DELLA COLLEGA ORTOTTISTA.

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La neurite ottica è l’infiammazione del nervo ottico,  quel fascio di fibre nervose che raccoglie l’immagine proiettata sulla retina e la trasmette al cervello.

Quando l’infiammazione interessa la porzione posteriore del nervo ottico, si parla di neurite ottica retrobulbare. Se invece interessa la sua parte più anteriore (papilla o testa del nervo ottico), si parla di papillite.

La neurite ottica retrobulbare nella maggior parte dei casi non ha una causa infettiva, ma è il risultato della reazione del sistema immunitario nei confronti della guaina che avvolge il nervo (guaina mielinica). La malattia si presenta con alterazione del campo visivo (visione offuscata centrale) associata ad improvviso calo della vista, disturbi nella visione dei colori, riduzione della sensibilità al contrasto (ad esempio si nota con difficoltà un piatto bianco su una tovaglia chiara),  dolore al bulbo che aumenta con il movimento dell’occhio.

La diagnosi della neurite ottica retrobulbare si basa sull'esame dell'acuità visiva, del senso cromatico (la percezione dei colori è alterata in questi casi), del campo visivo, nonchè di esami elettrofisiologici (in particolare i potenziali visivi evocati che misurano la velocità e l’ampiezza dell’impulso elettrico che corre lungo il nervo).

La terapia prevede l’utilizzo di corticosteroidi prima endovena, poi per bocca. Il recupero è spesso completo ma possono occorrere delle recidive.

Avere una neurite ottica NON significa avere la sclerosi multipla. Se è vero che la neurite ottica può associarsi a sclerosi multipla, nel senso che può essere il segno di esordio o può precedere l’insorgenza della malattia neurologica, questa evoluzione NON è la regola. Il rischio è maggiore se si verificano episodi ripetuti di neurite ottica, ma anche in questi casi si stima che la probabilità di conversione in sclerosi multipla a 5 anni è di poco superiore al 14% [Pirko et al. The natural history of reccurent optic neuritis, Arch Neurol.2004; 61: 1401-1405.]

La neurite ottica non è da confondere con altre patologie che interessano il nervo ottico, come la neurotticopatia ischemica anteriore, che determina una grave, a volte gravissima perdita del campo visivo ed è dovuta ad un evento ischemico a carico della testa del nervo ottico, o il papilledema, un rigonfiamento bilaterale della papilla dovuto ad aumento della presisone endocranica.

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