Can Self-Reported Ocular Motor and Perceptive Alterations Predict Reading Disability? A Pilot Study on the Analytic Anamnestic Protocol

 

 

 

Possono le alterazioni oculari motorie e percettive riportate in anamnesi  predire una disabilità lessicale? Uno studio pilota sul Protocollo Anamnestico Analitico

 

Carlo Aleci

 

Cureus, 11(9):e5555, 2019. DOI 107759/cureus.5555

 

 

Introduction: Early diagnosis is a main requisite when dealing with subjects suspected to suffer from neuro-developmental disorders, and especially reading disability. In this respect, self-reports are a promising tool and could prove to be as reliable as ordinary screenings, with the advantage of low cost and low time consumption. Since the last decades, the perceptual and visuo-motor function is believed to be involved in the pathogenesis of developmental dyslexia, so that specific elements related to an alteration of the sensorial and visuo-motor domain in the familiar and personal medical history could reveal a risk to develop this condition at a pre-examination phase.

Yet, rather than evaluating the perceptual and motor function, the self-reports presented so far investigate the presence of dyslexic traits and co-morbidities in parents, relatives, and in the sons.

In a previous study, the Analytic Anamnestic Protocol (AAP), specifically devised to assess the perceptual and visuo-motor function in children, revealed higher visuo-motor and sensorial scores in samples suffering from congenital cerebral lesions, Down syndrome, and reading disability compared to a control group. Sensibility and specificity were acceptable, as shown by the ROC curves. In this paper a modified version of the AAP (the AAP2) targeting more specifically developmental dyslexics is presented, along with the preliminary results obtained in a group of school-age disabled readers.

Methods: The AAP2 is made of twenty-five questions divided into four sections (family, general, past and recent specialist medical history). In addition, seven questions inquiring about aspects related to the lexical difficulties (DD section) have been included. Like the previous version, each answer is assigned a perceptive and visuo-motor score. The self-report has been administered to thirty-seven normal subjects (median age nine years), and 34 dyslexic children (median age eight and a half years).

Results: Visuo-motor and sensory scores in the dyslexic sample was consistently higher than in controls in the recent specialist medical history and in the DD section (Welch test: VM: t= 7.02, p <.0001; VS: t= 7.39, p <.0001) with the visuosensory domain more involved than the visual-motor function (t-test: t=4.70, p<.0001, and t=7.06, p<.0001, respectively). The sensibility and specificity of the recent specialist medical history of the AAP was 94.12% and 77.78%. Sensibility and specificity of the DD section were 100 and 80%, respectively.

Conclusion: The AAP2 is a promising tool to screen subjects at risk for developmental dyslexia at the beginning of primary school. Like the previous version, also in this modified questionnaire the main weakness remains the heuristic criterion adopted for the assignment of the scores.

 

Introduzione: la diagnosi precoce è un requisito importante nella gestione di bambini con possibili disordini neuroevolutivi, e soprattutto disabilità lessicale. In questi casi i test di autovalutazione anamnestica (self report) sono un ausilio promettente e si sono dimostrati affidabili in fase di screening, con il vantaggio di bassi costi in termini di tempo e risorse.

Negli ultimi decenni la funzione percettiva e visuomotoria è ritenuta implicata nella patogenesi della dislessia evolutiva, cosi che il riscontro nell’anamnesi familiare e patologica del bambino di elementi specifici correlati a un’alterazione nel dominio visuosensoriale o visuomotorio può suggerire la presenza del rischio di manifestare questa condizione ancor prima di procedere con la valutazione clinica. I questionari di autovalutazione proposti finora piuttosto che valutare il rischio di coinvolgimento percettivo e motorio, indagano la presenza di tratti dislessici e comorbidità nel fratelli, genitori e parenti. In una nostra indagine precedente il Protocollo Anamnestico Analitico (AAP), un questionario di autovalutazione formulato per valutare la funzione visuopercettiva e motoria fine nei bambini, ha restituito punteggi più alti (espressione di alterata funzione) in bambini affetti da lesioni cerebrali infantili, sindrome di Down, e disabilità lessicale rispetto a un gruppo di controllo. La sensibilità e specificità erano accettabili, come mostravano le curve ROC.

In questo studio è presentata una versione modificata dell’AAP (l’AAP2), rivolto più specificatamente ai bambini dislessici, e i risultati preliminari ottenuti in un gruppo di normolettori di pari età.

Metodi: L’AAP2 è composto da venticinque domande suddivise in quattro sezioni (anamnesi familiare, generale, specialistica remota e specialistica prossima) e sette domande che indagano aspetti più strettamente correlati alla disabilità di lettura (sezione DD). Come la versione precedente, a ciascuna risposta è assegnato un punteggio percettivo e un punteggio visuomotorio. Il questionario è stato somministrato a trentasette bambini normolettori (età mediana: nove anni) e trentaquattro bambini dislessici (età mediana: otto anni e mezzo).

Risultati: I punteggi visuomotori e sensoriali nel campione dislessico sono più alti rispetto ai controlli nella sezione anamnesi specialistica prossima e nella sezione DD (Welch test: VM: t= 7.02, p <.0001; VS: t= 7.39, p <.0001), con il dominio visuosensoriale più implicato rispetto a quello motorio (t-test: t=4.70, p<.0001, and t=7.06, p<.0001, rispettivamente). La sensibilità e specificità dell’anamnesi specialistica prossima era 94.12% e 77.78%. La sensibilità e specificità della sezione DD era 100% e 80%, rispettivamente.

Conclusioni: l’AAP2 è uno strumento promettente per lo screening di soggetti a rischio per dislessia evolutiva all’inizio della scuola primaria. Come per la versione originale, anche in questa forma modificata la principale debolezza resta il criterio euristico adottato per l’assegnazione dei punteggi. 

 

 

Keywords: self-report, dyslexia, visuo-motor, perception, reading disability, ROC curve, sensibility, specificity, AAP, PUFA

 

Keywords: questionario, autovalutazione, dislessia, visuomotorio, percezione, disabilità lessicale, curva ROC, sensibilità, specificità, AAP, PUFA

 

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