Advancing a Model to Account for Abnormal Spatial Relationship Perception in Bulbar Cyclotorsion.

Un modello per spiegare l’anomala percezione dei rapporti spaziali nella ciclotorsione bulbare.

 

Carlo Aleci

 

Cureus 7(4): e264. DOI 10.7759/cureus.264, 2015

 

In a previous study dated back to 2001, a small sample of cyclotropic patients were found to be affected by abnormal spatial relationship perception (aspect ratio judgment) with increased discrimination threshold of elliptical targets oriented along the horizontal axis. The angular amount of incyclodeviation correlated significantly with the discrimination threshold along the horizontal axis. Our group made a similar finding some years later in subjects suffering from Menière's syndrome. In both cases, we advanced bulbar torsion to be responsible for the reduced sensibility to spatial relationship along the x-coordinate. Still, a possible explanation and a tentative model accounting for the results at that time had not been provided. This paper aims at making up for the gap, advancing a paradigm that explains the increased discrimination threshold in cyclotropic eyes as a function of the angular discrepancy between the horizontal coordinate on the retinal plane, corresponding to the maculopapillary axis (the "retinal horizon"), and the horizontal coordinate in the visual space (the "spatial horizon"). This angular discrepancy is posited to produce abnormal encoding of the spatial relationship of the target, leading to an unbalanced activation of the two antagonistic cellular pools responsible for the analysis of the aspect ratio at the cortical level. Such a model of the "dual horizon" seems to be able to account for the experimental finding described in the previous paper, providing a theoretical explanation for the defective sense of space in patients suffering from cyclotropia.

 

In uno studio precedente risalente al 2001 avevamo riscontrato in un piccolo campione di pazienti affetti da strabismo torsionale un’alterata percezione dei rapporti spaziali (stima dell’aspect ratio) con aumentata soglia di discriminazione di stimoli ellittici orizzontali. Il valore angolare dell’inciclodeviazione appariva correlato con la soglia di discriminazione lungo l’asse orizzontale. Il nostro gruppo ha riportato un simile reperto alcuni anni più tardi in pazienti affetti da sindrome di Menière. In entrambi i casi abbiamo suggerito che la torsione bulbare fosse responsabile della ridotta sensibilità ai rapporti spaziali lungo la coordinata x. Eppure un modello in grado di spiegare il reperto allora non era stato fornito.  Questo studio ha dunque l’obiettivo di colmare questo gap, proponendo un paradigma in grado di rendere ragione dell’aumentata soglia di discriminazione negli occhi ciclotropici in funzione della discrepanza angolare tra la coordinata orizzontale sul piano retinico, corrispondente all’asse maculopapillare (l’”orizzonte retinico”) e la coordinata orizzontale nello spazio visivo (l’“orizzonte spaziale”).  Tale discrepanza angolare si è ipotizzato produca un’anomala codifica dei rapporti spaziali dello stimolo, determinando uno sbilanciamento nell’attivazione dei due contingenti cellulari antagonisti deputati all’analisi dell’aspect ratio a livello corticale. Questo modello del “doppio orizzonte” sembra in grado di giustificare il riscontro sperimentale descritto nell’esperimento precedente, fornendo una spiegazione per il difettoso senso dello spazio nei pazienti ciclotropici.   

 

Keywords: cyclotropia, bulbar torsion, spatial relationship perception, aspect ratio, anisotropy, maculopapillary axis.

 

Keywords: Ciclotropia, Torsione Bulbare, Percezione dei Rapporti Spaziali, Aspect Ratio, Asse Maculopapillare.

  

 

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